FIGC SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

ASD Marco Cullurgioni Giba.

Coppa Santa Barbara, 53ª edizione: vince l’ASD Marco Cullurgioni Giba

L’ASD Marco Cullurgioni Giba torna protagonista alla “Coppa Santa Barbara – Trofeo Aldo Carboni”: la squadra allenata da Giammarco Manca ha conquistato l’edizione numero cinquantatré del torneo giovanile più longevo della Sardegna intitolato alla memoria di Aldo Carboni. La formazione del campionato Allievi ha battuto 2-1 in finale l’ASD Carbonia, in una gara disputata al campo Santa Barbara di Carbonia lo scorso 27 dicembre. Il tecnico della società sulcitana, che si era già aggiudicato la coppa da giocatore nella stagione 1986-87, ha espresso tutta la soddisfazione per il risultato ottenuto dai suoi ragazzi.

– Cosa si prova a vincere la “Coppa Santa Barbara” sia da giocatore sia da allenatore?

Mi ritrovo ad aver vinto la coppa sia come giocatore sia come allenatore, è una grande soddisfazione, avevo già conquistato il torneo nella stagione 1986-87 con la Polisportiva Sguotti Carbonia, quando avevo quindici anni. È il secondo anno che alleno gli Allievi, l’anno scorso con l’Isola Sant’Antioco avevamo disputato la finale perdendola contro l’ASD Carbonia ma ero rimasto ugualmente soddisfatto, ero sicuro che potessimo vincerla quest’anno e così è stato.

– Qual è stato l’elemento caratterizzante della vittoria?

È risaputo che a tutti i livelli il gruppo fa la differenza, possono anche esserci due-tre giocatori ottimi in una squadra, ma se non si gioca come gruppo i risultati non arrivano. I ragazzi hanno avuto il piacere di partecipare a quest’edizione, il trofeo è famosissimo e sapevo, avendolo vinto da giocatore, quanto per loro sarebbe stato soddisfacente vincerlo. Adesso potranno raccontare ai loro figli di aver vinto la “Coppa Santa Barbara”, è un bel ricordo che rimarrà sempre. In campo si sono affiatati ulteriormente, anche negli allenamenti successivi sembravano fratelli, questo trofeo li ha uniti ancor di più e ha migliorato la socializzazione, che era uno dei principali obiettivi della società e della manifestazione, essendo uno dei valori cardine che lo sport deve insegnare. Nella prima fase ho preferito far giocare chi era stato impiegato meno in campionato e anche loro hanno dato un ottimo contributo.

– Com’è andata la finale?

La finale è stata combattuta: siamo andati in vantaggio 2-0, poi hanno accorciato le distanze a fine primo tempo ma non si sono resi pericolosi e anzi abbiamo sfiorato il terzo gol in contropiede. Hanno portato due giocatori bravi che militano in Promozione ma i nostri ragazzi hanno avuto la meglio perché sono stati un gruppo, abbiamo finito la gara con cinque giocatori nati nel 2000 in campo. Quest’anno il regolamento è stato cambiato, a nostro parere giustamente, per vivacizzare un po’ la coppa, con l’obbligo anche per chi partecipa al campionato Élite di schierare almeno quattro giocatori del 2000 come fanno le altre squadre. L’ASD Carbonia, che aveva vinto le ultime edizioni, credeva di poter vincere anche quest’anno ma invece ha perso meritatamente.

– Quali obiettivi si pone la sua società?

La nostra è una società che accoglie tutti i ragazzi della zona, da Giba a Sant’Anna Arresi, c’è qualcuno di Santadi e Villaperuccio e altri viaggiano con me da Carbonia e Sant’Antioco. Il campo è in erba sintetica, il migliore del Sulcis. La società è ottima, ha valori, la prima cosa che mi è stata detta era ottenere la salvezza facendo giocare tutti i ragazzi, anziché provare vincere il campionato. Questo sta avvenendo e mi trova d’accordo. Il presidente è una persona d’oro, i dirigenti fanno sacrifici e si avvicinano dopo il lavoro, essendo presenti anche durante le trasferte.

– Ultimamente ci sono state delle difficoltà nel Sulcis riguardanti le trasferte. Com’è la situazione?

Ci danno una mano anche i genitori, soprattutto per trasferte lunghe ed economicamente complesse. Quest’anno abbiamo anche fatto la trasferta a Carloforte e la cifra non è a portata di tutti, ci siamo dovuti auto-tassare per andare a giocare nell’isola, ci vorrebbero dei prezzi più congrui perché molte società a livello giovanile preferiscono pagare una multa piuttosto che andare a giocare lì, a discapito però dei ragazzi di Carloforte che non possono giocare.

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