L’importanza della medicina sportiva è nota da anni e di recente si è cercato di perfezionare ulteriormente la collaborazione fra attività agonistica e controllo medico, cercando soprattutto di prevenire determinate problematiche e di assicurare un rapido ritorno sui campi agli atleti infortunati. Giorgio De Muro, uno dei principali esperti del settore in Sardegna, spiega come la correlazione tra lo sport e la medicina sia necessaria, dando anche un giudizio sulle ultime novità in ambito medico applicate al calcio, tra cui il decreto Balduzzi relativo all’obbligatorietà dei defibrillatori nei campi e nelle palestre di gioco.
– Qualche dettaglio sul suo lavoro. Da quanto tempo si occupa di ortopedia nello sport e con quali funzioni in particolare?
Mi interesso di ortopedia dello sport dal 1979, come funzioni ho iniziato come medico ospedaliero, poi ho iniziato a collaborare con la Federazione dal 1986 e sono Fiduciario medico del Comitato Regionale Sardegna della Lega Nazionale Dilettanti. Sono abilitato alla pratica della Medicina Sportiva ai sensi della legge 1099 dal 1971, specializzato in Ortopedia e Traumatologia, e in Fisiatria.
– Quali giocatori sono passati attraverso le sue cure e poi hanno sfondato nel calcio professionistico?
Nell’ultimo anno della presidenza Orrù al Cagliari, stagione 1991-92, sono stato consulente ortopedico della società, quindi in quel periodo ho seguito i calciatori di Serie A. Ultimamente non mi è capitato di visitare professionisti ma ho rapporti con diverse società dilettantistiche e vedo prevalentemente i loro atleti.
– Dalla prossima stagione anche le società dilettantistiche dovranno obbligatoriamente dotarsi dei defibrillatori. Come giudica questa scelta?
Ritengo che sia una decisione molto importante, diciamo che potrebbe risultare difficile rispettarla perché nella realtà per alcune società dilettantistiche la spesa per i defibrillatori potrebbe essere difficoltosa, comunque è una decisione saggia. Ci auguriamo di non doverli mai utilizzare, ma si possono salvare delle vite.
– Medicina sportiva: che passi avanti sono stati fatti di recente e su cosa invece si può ancora migliorare?
I passi in avanti riguardano la consapevolezza della necessità di praticare lo sport dopo aver fatto dei controlli medici, e l’aumento del numero di specialisti in medicina dello sport e di centri specializzati per poter eseguire le visite relative all’idoneità sportiva. Da migliorare riterrei utile facilitare l’accesso a queste strutture senza eccessivi costi, con contributi da parte degli enti che hanno interesse allo sviluppo dello sport, penso agli assessorati competenti e al CONI. Se potessero contribuire maggiormente per l’esecuzione delle visite mediche sarebbe un ottimo risultato.
– Quali sono le tipologie di infortunio più comuni che riscontra durante il suo lavoro con i calciatori?
Le lesioni muscolari più o meno gravi, a seguire le distorsioni della caviglia, poi le tendinopatie da sovraccarico, infine la traumatologia articolare come distorsioni del ginocchio o di altre piccole articolazioni. La patologia muscolare sicuramente è al primo posto, credo sia aumentata negli ultimi anni e la motivazione è la maggiore richiesta dal punto di vista atletico e agonistico, e la varietà dei campi di gioco con diversi tipi di terreno che possono predisporre a patologie traumatiche.
– Negli ultimi anni è stato riscontrato un aumento di alcuni infortuni piuttosto gravi, come la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio. Quali possono essere le cause principali di questa frequenza?
Le cause si possono riportare alle motivazioni delle lesioni muscolari: il terreno di gioco può incidere notevolmente così come l’attrezzatura del giocatore, che dovrebbe avere delle scarpe da gioco idonee per ciascun terreno. Inoltre il calcio moderno determina un maggior numero di contatti fra avversari e anche quello può essere un elemento che ha aumentato la traumatologia distorsiva, soprattutto del ginocchio.
– Un consiglio per chi vuole praticare sport?
Gli atleti devono essere consapevoli che per fare sport bisogna conoscere il proprio stato di salute, contattare il medico sportivo e fare idonei accertamenti. Nell’età dello sviluppo il medico sportivo potrà anche consigliare e indirizzare verso le attività sportive più consone alla costituzione, alla struttura fisica del giovane, nel rispetto delle scelte personali.