Continuiamo a raccontarvi le società del territorio con il presidente dell’Atletico Cagliari, Gigi Pettazzoni, che ha scelto di investire sui giovani rinunciando contemporaneamente ai premi preparazione. Una scelta coraggiosa in tempi di crisi.
Al giorno d’oggi nel calcio, soprattutto quello ad alto livello, si parla spesso di quanto le società trascurino i giovani, che dopo la loro crescita calcistica non riescono poi a trovare spazio in prima squadra.
A Cagliari però c’è una società che fa dei giovani il suo punto di forza presente e soprattutto futuro: stiamo parlando dell’Atletico Cagliari presieduto da Gigi Pettazzoni
– Giovani e ancora giovani. Ma alla fine quali sono gli obiettivi dell’Atletico Cagliari per questa stagione?
La nostra ASD è nata con il preciso scopo di coinvolgere i giovani nello sport e strapparli dalle distrazioni di massa e la nostra finalità è la crescita umana oltre che calcistica dei nostri giovani atleti. Valori che sono insiti in ogni sport e che secondo noi sono fondamentali per la formazione e l’inserimento dei giovani nella vita reale di tutti i giorni, al pari della scuola e di altre attività aggreganti ed associative.
– Tra i vostri mister c’è pure un nome…famoso!
I nostri tecnici che sono tutti qualificati e guidati dal Mister dei Mister, come lui stesso ama definirsi, Mario Brugnera, uno che dal 1970 non ha certo bisogno di presentazioni.
– Come mai avete scelto di formare una prima squadra di soli ragazzi?
Il nostro obiettivo è quello di accogliere i giovani dalla più tenera età, coinvolgerli al meglio, e tenerli con noi fino alla maturazione. La nostra prima squadra è la concretizzazione del nostro progetto originale, con una rosa costituita da quegli stessi giovani atleti, oggi compresi tra i 17 ed i 18 anni, i quali hanno iniziato a dare i primi calci al pallone con l’attuale gruppo tecnico e dirigente fin dalla loro più tenera età.
– Da che età parte la vostra attività?
Ricordo che accogliamo i giovani a partire dai 5 anni, e con quasi 300 iscritti formiamo tutte le categorie fino alla Seconda categoria; una scelta ponderata e basata sul processo di crescita di un valido gruppo di atleti che gioca assieme da anni e che lo scorso anno ha dominato, vincendo, il torneo provinciale Allievi. Il nostro progetto è quello di avere una prima squadra formata da giovani calciatori provenienti dal nostro settore giovanile. La categoria più alta che saremo in grado di raggiungere con le nostre sole forze, sarà sempre quella giusta.
– A cosa è dovuta la scelta di rinunciare al premio preparazione?
Tra i fondamenti della nostra ASD c’è la rinuncia statutaria al premio preparazione. La norma in questione, la quale venne creata per porre fine al saccheggio delle società professionistiche e senza vivaio a danno delle squadre giovanili, oggi ha finito per ritorcersi prima di tutto contro gli atleti, ed in seconda battuta contro le loro famiglie.
Nel nostro statuto rinunciamo a qualsiasi diritto in merito al premio preparazione in quanto la formazione dell’atleta risulta abbondantemente onorata durante gli anni di scuola calcio attraverso i versamenti delle quote mensili sostenute dalle famiglie. Non ha infatti senso che dopo anni di scuola calcio, di sacrifici e trasferte, le famiglie debbano poi sobbarcarsi un onere economico, a volte anche notevole, allo scopo di liberare il figlio da un assurdo quanto anacronistico vincolo.
– E’ una scelta comunque rara nel mondo del calcio
La motivazione che ci ha spinto è che questo meccanismo porta nella maggior parte dei casi all’abbandono dell’attività sportiva da parte dei nostri giovani. Secondo noi la norma andrebbe abolita o limitata alle sole società professionistiche e non anche su quelle dilettantistiche. Inoltre noi rinunciamo anche al vincolo pluriennale dilettantistico, che rendendo il cartellino di un giovane calciatore di proprietà di una società sportiva dai 16 ai 25 anni, limita, blocca e spesso costringe al ritiro i giovani calciatori. La nostra idea è quella che con una stretta di mano si venga a giocare con noi e con un’altra stretta di mano ci si possa serenamente salutare. Noi siamo liberi. I nostri giovani atleti e le loro famiglie lo sono altrettanto.
– Guardiamo ancora più avanti. Quali sono gli obiettivi a medio – lungo termine della sua società?
Pur vantando esperienze pluriennali individuali nel mondo del calcio regionale, come nel caso del nostro Direttore sportivo Alessandro Portoghese, la nostra ASD ha da poco compiuto un anno di vita. L’obiettivo fondamentale, sia nel medio che nel lungo termine rimane quello della crescita sportiva e sociale dei nostri giovani: e non importa se dopo aver svolto la scuola calcio presso di noi i calciatori possano andare a svolgere campionati nelle categorie superiori presso altre società. Ciò che conta per noi infatti è soltanto giocare, imparare, crescere. Se i nostri giovani sono felici, lo saranno anche i loro genitori e loro stessi da grandi. A quel punto l’obiettivo massimo è stato raggiunto. Queste sono le nostre più belle ed uniche vittorie di cui andar fieri.
Affinchè questo avvenga occorre mettere sul campo oltre che le nostra piena disponibilità individuale, anche la necessità di poter disporre di campi da gioco adeguati al nostro progetto. Oggi svolgiamo la nostra attività nel nostro quartiere compreso tra La Palma, Del Sole, San Bartolomeo e Sant’Elia, nel campo a 7 di Via Euro, nel Campo Rossi di Via Tramontana ed nel campo a 11 di Via dei Monsoni.
– Chi è Gigi Pettazzoni al di fuori della veste di presidente?
Sono un padre di famiglia con la passione per lo sport, quello praticato sui campi, non solo calcio, ma anche vela, tennis e atletica in un contesto, quello di Cagliari, che ti permette di svolgere tante discipline all’aria aperta. Provengo da varie esperienze di volontariato e di associazionismo e, grazie alla scelta di mio figlio e all’entusiasmo di Alessandro Portoghese e di un gruppo di genitori e tecnici preparati, da otto anni nel mio tempo libero mi dedico a fare in modo che i ragazzi che hanno la passione di svolgere l’attività sportiva in ambito calcistico lo facciano in modo sano e sempre col sorriso.
Raccontateci anche voi la vostra storia, scrivendoci a comunicazione.figcsardegna@gmail.com