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Arbitri, dal Viminale un monito alla violenza, la Sardegna in controtendenza

Quanto successo nello scorso week-end dopo il match di Promozione tra Atletico Terranova e Virtus Olympia (Lazio) è stato un fatto increscioso che ha riguardato l’aggressione dell’arbitro della sezione di Ciampino Riccardo Bernardini. In seguito a questo episodio, al Viminale è andato in scena oggi l’incontro al vertice  tra Matteo Salvini (Ministro dell’Interno), Giancarlo Giorgetti (Sottosegretario generale allo sport), Gabriele Gravina (Presidente FIGC) e Marcello Nicchi (Presidente AIA). Queste sono le dichiarazioni a riguardo di Gravina e Nicchi e del Presidente del CR Sardegna Gianni Cadoni:

GRAVINA: “SANZIONIAMO DURAMENTE I VIOLENTI”
Il neo numero 1 della Figc è chirurgico. “Basta negoziare sulla passione di questi ragazzi che hanno solo voglia di stare in campo e dare un contributo al mondo del calcio. Serve una pena certa per la violenza contro gli arbitri. Tutti devono sapere che chi sfiora un arbitro deve essere sanzionato con pene fino all’allontanamento dei colpevoli dal mondo del calcio. Non vogliamo più persone che generano questo tipo di fenomeni”. Così Gravina, che promette che il tema della violenza contro gli arbitri “avrà priorità assoluta nel prossimo consiglio federale. Stiamo avviando un percorso di ampio rinnovamento, dobbiamo dare segnali immediati. Ci sarà anche una elevata sanzione per quanto riguarda la pena edittale di certi comportamenti: due mesi sono troppo pochi, dobbiamo cominciare a pensare a sanzioni nell’ordine di uno o due anni fino all’allontanamento dei violenti. “.

NICCHI: “NON MANDEREMO AL MASSACRO I NOSTRI ARBITRI”
Il presidente dell’Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, è allarmato. “E’ accaduto un episodio gravissimo. Il ragazzo ancora non sta bene, è in ospedale, ma sappiate che non è l’unico. E’ arrivato il momento di voltare pagina. Non ne posso più, sono anni che lottiamo. L’Aia non accetta e non accetterà più di mandare al massacro i nostri ragazzi. Sono violenze vigliacche che non sono accettabili: me lo chiedono i nostri ragazzi. Non è possibile che un ragazzo smetta di arbitrare per questo rischio”.

LA SARDEGNA IN CONTROTENDENZA
Nel ragionare sui numeri delle aggressioni avvenute e dei dati raccolti (come riportato nel grafico – nella foto Cadoni e Nicchi), si evince quanto questo non sia un problema che affligge i campionati del Comitato Regionale Sardo. E’ un dato inconfutabile che racchiude quanto in questi anni i vertici dell’Aia regionale, della Lnd Sarda e le società isolane abbiano fatto tesoro del confronto spesso acceso e polemico ma sempre rimasto nei confini di una relazione pulita e di un saggio confronto. Specie nel disinnescare per tempo quei piccoli focolai di violenza che tendono a far degenerare una protesta. “E’ un vanto per la Sardegna vedere la regione in fondo a quella classifica, ma la strada è ancora lunga – ha commentato a caldo Gianni Cadoni presidente del Cr Sardegna – significa che nei nostri territori non si arriva mai ad eccessi e derive di violenza. Non sono presenti nel nostro Dna. Sono orgoglioso di vedere quanto e come i conflitti vengano circoscritti. Quanto i pochissimi facinorosi vengano emarginati sul nascere delle polemiche. Il merito sta nella cultura sportiva dei dirigenti e degli addetti ai lavori che in tutta l’Isola offrono, ogni domenica, un segno di grande civiltà, anche con i “terzi tempi” di fine gara. I pochi episodi di attrito registrati negli anni non hanno mai portato a gesti così estremi e violenti. Fermo restando che se ci dovessero registrare responsabilità dirette o indirette in capo alle società dobbiamo intervenire, noi non abbassiamo mai la guardia. Chi compie certi gesti non può fare parte del nostro mondo”.

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